poetica
Il corpo può essere inteso come una frase aperta alla trasformazione. Disarticolarlo significa scomporre la sua struttura apparente affinché i suoi contenuti più profondi possano essere ricombinati in forme nuove. Come in un anagramma, gli stessi elementi vengono riorganizzati senza perdere la loro intensità originaria, generando significati inattesi e nuove possibilità di esistenza.
In questa prospettiva, l’identità non è un destino immutabile, ma una struttura mobile che può essere smontata e ricostruita. Comprendere questo significa riconoscere la possibilità di rimontare sé stessi attraverso infinite combinazioni.
L’identità diventa allora migratoria, fluendo attraverso una successione di anagrammi carnali nei quali lo spostamento di una singola parte modifica il significato dell’intero. Ogni ricombinazione produce una nuova configurazione del sé e del reale.

